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E così, forse, torneremo ad essere due estranei che per un momento hanno avuto la fortuna di accarezzare una scintilla, di scoprire qualcosa di bello nel fondere due anime e due passioni.
Due estranei che forse sono soltanto molto stupidi e testardi.





Quante cose che non sai di me
che non puoi sapere
anche mentre guardo il mare
e lascio naufragare
un principio di ironia


Nascondo questa stupida
allegria
quando mi guardi
Leggera nel cielo
si perde e
se ne va


Semplici e un po' banali
io direi quasi prevedibili
e sempre uguali
sono fatti tutti così
gli uomini e l'amore
e va bene
guida tu
che sei brava più
di me
attendo che sia amore


 

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21 luglio 2012

In partenza

Inaspettato, verso Ovest




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15 marzo 2012

un rito

ansia pre-volo moltiplicata per tre




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7 dicembre 2011

Nuovo decollo

Prima o poi devo cambiare nome a questo blog... Nuovo decollo (l'ultimo fu nella nebbia con ore di ritardo...), valigia ancora da pensare, check-in online... gosh... hurry up!




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20 novembre 2011

Ansia pre-volo

La solita, che si unisce a un vortice incessante di pensieri.


La vera scommessa è un mini bagaglio da 10 kg, veramente mini, per due giorni di super freddo... non ce la posso fare! L'essenziale finisce sempre con l'essere superfluo nella mia valigia.




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16 giugno 2011

Fra terra e cielo

Quattro voli in una settimana. Non m'era mai capitato. Ansia pre-volo moltiplicata per 4.

Ce la posso fare...




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7 aprile 2011

Quando pensi di aver svoltato

E la svolta non arriva mai. O è arrivata ti sei schiantato in un frontale. Oppure l'hai presa e peggio c'è un bivio fra un dirupo e l'oceano. L'oceano.


Il jazz notturno mi aiuta. Mi aiuterebbero di più delle idee chiare su quel che ho da scrivere. Ogni tentativo di svolgere con passione e dignità - aggiungo anche entusiasmo - questo mestiere è svilito dalle consegne anticipate, dalla scarsa soddisfazione economica, dalla consapevolezza di un futuro in cui la parola stabilità non esiste.

...eppure prima o poi l'idea geniale per cambiare vita mi dovrà venire. Il telefono fa driiiin




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4 aprile 2011

di notte

E le settimane scorrono, i giorni pure. L'inverno, la primavera, di nuovo l'estate. Gli anni, quelli migliori. Migliori di quali poi. Non scrivo perché devo evitare di rendermi conto dell'ovvio. Il tempo scorre, molto va avanti, e un bel pezzo torna indietro. Uno, due tre passi in avanti e sempre almeno un paio indietro. Manca uno scatto, che prima o poi - anche se tardivo - in qualche modo si dovrà fare. E' troppo stupido pensare ancora che "è un momento", che "le cose miglioreranno", che "vediamo questo mese come va e poi vediamo". Già, poi vediamo. Vedere che? Professionalità svilita, pigrizia controproducente, l'adagio inerte del metodo "sticazzi", l'entusiasmo che scema (per dirla con un eufemismo).


Riusciremo a vedere la luce se prima non attiviamo l'interruttore? Sperare ancora in un raggio di sole naturale è così irresistibilmente ingenuo?




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30 gennaio 2011

scaramantico

Sorrido quando rammento che il mio sogno da bambina era viaggiare e viaggiare.

La solita ansia pre-volo




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10 dicembre 2010

ali

Ormai è quasi una tradizione. Ansia da volo, lungo stavolta =)




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2 settembre 2010

uff

Non riesco a trovare un mio vecchio post...

Sento nostalgia di questo spazio? A volte sì, terribilmente. A volte comincio a scrivere, mi perdo e cancello tutto. Eppure avrei molto di più da raccontare che le crisi isteriche di una poco più che ventenne. Ho quelle meno isteriche ma sempre problematiche di una quasi trentenne...

:)




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6 gennaio 2010

una parola dopo l'altra

Una valigia da riempire, un'ansia da stemperare, un nervosismo da anestetizzare. Perché la vigilia di ogni partenza deve essere così?




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4 gennaio 2010

così

Un pomeriggio di assoluto riposo, con il te scuro ai frutti di bosco fra le mani, sui polpastrelli il sale del Mar Morto alla vaniglia e al cocco. Una guida alta così da studiare nei minimi dettagli per il prossimo viaggio. Tre libri in attesa sul comodino, un paio di progetti "multimediali" da rifinire e mettere in pratica. Brochure di scuole di lingua, un paio di propositi per mantenere la linea (riaverla piuttosto) e per sperimentare in cucina.

Il nuovo anno del "senza un lavoro fisso - parte seconda" è cominciato oggi ed ha avuto inizio così. Non so, ma lavorare a tempo pieno da aprile mi aveva dato la malsana impressione di avere un lavoro a tempo indeterminato e la discutibile follia di fare progetti a lungo termine che rimarranno nel cassetto ancora parecchio.

Intanto c'è stato ancora da discutere col digitale terrestre: giuro che se dopo che perdo ore per ordinare i canali mi si impalla ancora chiedendomi di rifare la scansione dei canali m'incazzo sul serio! Beati voi che scegliete ancora in analogico di non guardare la tv!




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20 ottobre 2009

Sì, sono caustica

Ma anche rompiscatole, dolce e adorabile.

E soprattutto, sono tornata.




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11 marzo 2009

Somewhere, beyond the rainbow...

Pare che l'istinto di scrivere vada e venga, il desiderio di raccontarsi a una tastiera, davanti a uno schermo che ha i colori di un cielo azzurro e di ali rosse a velocità di crociera. E la notte ha il suono dolce di un pianoforte e di una voce calda e roca.

La mia nuova stanza prende lentamente forma. Ha i colori di un Mirò, dell'Empire State Building, di Dublino d'autunno e il bianco e nero di Central Park nel '61 sotto la neve. Ha anche il rosso e il giallo di un vigneto di Van Gogh. Purtroppo ha i rumori della strada, clacson, ambulanze, isterici, ma già non ci si fa più caso. L'antidoto e' perdersi in una compilation messa insieme da chi ci ama, isolarsi in un buon libro regalato da un'amica, concentrarsi sui propri pensieri. Non cedere alla nostalgia della malinconia.

Posso essere uccello notturno o alba. Silenzio o euforia. Canto o chiacchiericcio.

Ogni casa ha i suoi mostri. Dal mostro verde, aggrappato all'intonaco del palazzo, al mostro marrone: l'incubo che il vecchio armadio mi uccida schiacciandomi mentre scelgo calze e slip. Sì, un armadio che tende a cascare in avanti. Sarà la mia paranoia e il mio vezzo in questa nuova avventura.

Solo due mesi fa regnavano l'incertezza più oscura, le ansie più assurde. Oggi prendono forma il tempo e lo spazio, il cuore e la ragione. L'arcobaleno e le nuvole.




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30 dicembre 2008

E tanti auguri a tutti

Quando fai gli auguri di Buon Anno a uno dei capi e ti si risponde che il 2009 sarà anche peggio del 2008, non c'è molto spazio per l'ottimismo. Tutte le volte in cui guardavi al posto di lavoro allontanarsi sempre di più e ti facevi forza, dicendo a te stessa di tenere duro, sembrano improvvisamente essere state mucchi di speranze che ora giacciono accartocciate in un angolo e sono pronte al macero.
Eppure l'anno era cominciato nel migliore dei modi, lavorando. Arrivando tardi il cenone del 31 perché ero in redazione, alzandomi presto il primo perchè ero di turno. Con una Roma gelida, tanta solitudine nel cuore, ma un sorriso stampato in faccia. E tanta voglia di fare regali, di viaggiare, perché c'era lo stipendio certo a fine mese. E l'anno è proseguito anche meglio, con la primavera che ha portato anche l'amore e una solidità e completezza affettiva prima sconosciute.
Niente tintarella d'estate perché il lavoro ha chiamato ancora una volta. Mai stata così contenta, dedita allo shopping e al risparmio insieme. Poi settembre, il mese del mio compleanno e un mese che ha portato un regalo immenso. Dopo la bellissima parentesi irlandese, per una serie di fortuite e fortunate coincidenze vengo spedita in "missione" a Capo Nord, passando per Venezia, Monaco, Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Luosto, Oulu... e per alberghi a cinque stelle che quello di Pretty Woman gli faceva un baffo. Al rientro nemmeno il tempo di raccontare il viaggio e di nuovo, felicemente, inchiodata alla scrivania. Poi l'azienda si è ricordata che poteva sfruttare l'elemento crisi, riorganizzazione e consolidamento anche per tagliare i giovani contratti. Non mi lascia certo a bocca asciutta, ma mi fa passare la voglia di fare progetti.
E così mi ritrovo a passare dieci giorni a casa tra le mie montagne, il mio fidanzato sta venendo da me per passare il Capodanno con la mia famiglia e cucino per tutti mentre invio gli articoli da qui. I collaboratori esterni possono essere everywhere, anche nowhere all'occorenza, purché siano, ma non troppo in ogni caso.
Ho tanti motivi per essere felice e per sorridere. Ma l'aver corso, studiato, bruciato tappe... mi chiedo a che cosa sia servito. Il mio momento potrebbe non arrivare mai e la consapevolezza brucia.

Cominciando il 2009 con questi pensieri in testa, forse non potrà che andare meglio. Sarà un anno di cambiamenti, a partire dal tetto sopra la testa fino a chissà cos'altro. Del resto quest'anno nemmeno pensavo che sarei andata al Polo Nord, e di andarci di mio pedale in Bmw.

Vi voglio bene, un caldo abbraccio a tutti quelli che si chiedono che fine abbia fatto e passano di qua :)




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1 dicembre 2008

chasing life

Aspettiamo una vita per vivere dei cambiamenti importanti.
Ma perché quando questi cambiamenti arrivano forzati ci mettono ansia?




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10 ottobre 2008

Tramonti a Nord



Finalmente silenzio, o comunque i rumori che riesci a sopportare. Finalmente sola, con i miei pensieri, Sara che sussurra negli orecchi. C'è nostalgia di certi freddi tramonti a Nord. Della possibilità di stare ore appoggiata alla fredda ringhiera di un battello che nella notte traghetta anime e corpi da un versante all'altro di terre lontane. Scrutare un orizzonte buio, ora rosa, ora celeste. Le nuvole, amiche costanti di un viaggio che le ha rese amene, diradano semmai, ma disegnano un cielo che altrimenti sarebbe immenso e non avrebbe confini. Nella mente scorrono immagini, voci, ricordi, sensazioni, uno splendido film che chiamo la mia vita, che va avanti e corre prima che il mio corpo possa accompagnarne il movimento. Fissati dal freddo per attimi lunghissimi. La stessa sensazione che dà l'incastrare le proprie gote e le sopracciglia fra il mento e la clavicola della persona che amiamo. Tutt'uno sul suo petto fra le braccia finalmente forti e sicure. Finalmente a casa, un tuffo nel caldo.

* Le foto: ancora in acque svedesi probabilmente, un punto imprecisato della traversata notturna Stoccolma-Helsinki in nave, nel Mar Baltico



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6 ottobre 2008

L'ennesimo primo giorno di lavoro

Di primi giorni ormai ce n'è già una caterva. Tra sensazioni sempre diverse, la consapevolezza che ormai fai parte della schiera di precari dannati che non sai che fine faranno. Tra i morsi della fame, la pizza fredda che tarda ad arrivare, quei giornali che hai lasciato sopra il letto e che aspettano la tua stanchezza. La redazione riorganizzata, scombinata, nuovi metodi, non si parla nemmeno più. E il tuo entusiamo smorzato dall'aria fredda che ti si infila fra le ginocchia, le battute acide di colleghi sempre meno contenti di rivederti.

E va bene così... tanto alla fine per ora muoio di questa morte soltanto un mese. E sarò qui col sorriso tutti i santi giorni =)




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5 ottobre 2008

domenica "ottobrina"... bah




Pagine bianche. Dal giorno di Ferragosto, fino ad oggi, sulla mia agenda. Me ne sono resa conto poche ore fa. E pensare che in quanto a episodi tipicamente stefkiani, sorprese, emozioni, quelle pagine non sarebbero bastate per raccontare.

Volevo pioggia per tornare ad essere dolcemente malinconica. Ho avuto addirittura un temporale. Con un'esplosione da parte mia di dolcezza e di insicurezza.

A volte vorrei che vedessi fino in fondo la mia fragilità, e guardassi oltre la mia finta scorza.


Ma ho scoperto che Caterina non ce l'ha con me. Ero così in ansia, una delle amiche a me più care. Mi si stringeva il cuore al solo pensiero che potesse essere in collera. Com'è semplice parlarsi e chiarirsi e dirsi "ti voglio bene".

Mi sono rimessa in sesto in 48 ore, imbottita di antibiotici, paracetamolo, multivitaminici, con 4 chili in più che dovrò perdere al più presto. Tutto pronto perché domani dovrei tornare al lavoro, per un mese. Poco male. Sempre meglio di niente. Del resto già mi annoiavo dopo "il viaggio"...

* La foto: Luosto, in Finlandia. In un ristorante "tipico" con orsi incazzati imbalsamati e appesi alle pareti, sopra enormi camini.




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27 settembre 2008

71° 10' 21" a Nord

A quattromila chilometri dalla propria vita quanti pensieri si possono fare senza essere ascoltati o guardati. Tanti.

Doveva esserci un racconto per tappa, per città, per ogni centimetro quadrato di prato, cemento, pietra avrei calpestato. E invece in un viaggio così impari che ogni centimtro cubo d'aria respirato fa parte di te anche se non l'hai fissato in un'immagine o in parole.

Guidare finché non c'è più strada, fino a quando l'orizzonte non diventa solo cielo e il confine è l'altra parte del mondo. E' un'emozione che rimarra' per sempre.




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